Dopo il transito della modesta curvatura ciclonica in quota, foriera di un transito temporalesco ed elemento spartiacque tra la insistente fase calda sub-tropicale e questa nuova fase estiva meno opprimente, la situazione generale ci presenta il quadro prossimo futuro di un affondo atlantico lungo l’europa occidentale, tanto interessante quanto ancora da decifrare in relazione alla sua precisa evoluzione. Il medesimo, da inserire in questo nuovo contesto euro-oceanico che vede un’azione atlantica più incisiva ed un sub-tropicale ramo afro-mediterraneo meno protagonista, sembra tendere ad un processo di segno, però, alquanto meridiano e con accenno di tilting positivo, ovvero con un asse che tende a disporsi da nord a sud e poi da nord-est a sud-ovest. L’osservazione degli elementi di dinamica atmosferica riferiti a fine seconda o ad inizio terza decade, con quanto in termini di isoipse a 500 hPa ed in termini di jet stream a 200 hPa, ci racconta certamente di un discreto e promettente affondo, ma ci racconta anche del classico affondo che forza lungo la latitudine piuttosto che lungo la longitudine. Questa relativa perdita di indice zonale consente la maturazione di scambi termici più accentuati ma determina anche un freno alla traslazione, con la possibilità che la stessa saccatura si approfondisca a largo innescando un esteso fronte di divergenza in quota e di risalita di correnti instabili lungo una direttrice sud-ovest/nord-est disposta su iberia, francia e parte del mediterraneo occidentale. Il mio disegno della situazione generale prevista intorno ai giorni 21/22, con il quadro isoipsico dei 500 hPa (colori e linee bianche) e con il quadro del JS dei 200 hPa (simbologia rappresentativa dei jet streak e frecce), è indicativo nel sottolineare il bell’affondo meridiano che, però e come suddetto, tende ad un ulteriore spinta nord/sud spendendo energia in meridiana e frenando il suo spostamento verso est. Sono, in questo modo, da considerare la possibilità di una marcata accentuazione di instabilità lungo tutto il fronte del flusso sud-occidentale anteriore della saccatura, nonché la possibilità che detta instabilità stenti, almeno in una prima fase, ad interessarci in modo diretto e marcato e tenda ad interessarci in maniera parziale con qualche infiltrazione destinata soprattutto al centro-nord. Un dato, questo, che presenta un elemento negativo costituito dal fatto che, almeno temporaneamente e sul mediterraneo centrale, possa riprendere quota il sub-tropicale, ed un elemento positivo costituito dal fatto che un flusso meridiano ed esteso del genere, ostacolato a levante ed in cui la divergenza in quota è ulteriormente accentuata oltre i termini fisiologici della ritornante delle saccature, possa associarsi a forte instabilità ed alle genesi di sistemi temporaleschi di una certa consistenza ed autorigeneranti sempre molto insidiosi…
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