L’evoluzione meteo procede nei modi visti in precedenza, rimanendo fondamentalmente di matrice oceanica ma assumendo la connotazione di un maggior dinamismo meridiano. Alla faccenda si può anche associare una dominante in quota o del jet stream più nord-occidentale. Con la conseguenza sostanziale di un tempo sempre variabile ma caratterizzato da una alternanza di onde di maggiore ampiezza e mobili lungo una traiettoria meno ovest/est e più nord-ovest/sud-est. Sia guardando alla quota dei 500 hPa (colori) che a quella dei bassi strati (linee bianche delle isobare) del disegno, riferito alla situazione generale di metà mese, si può rilevare la tipica alternanza suddetta, fatta di apprezzabili onde negative e onde positive in quota e fatta, corrispondentemente, di figure depressionarie e di intervalli anticiclonici termici ben marcati ed estesi anche lungo i meridiani, che bene descrivono tale disegno. L’onda negativa del prossimo fine settimana andrà configurandosi come un vero e proprio vortice sul ligure/tirrenico, seguita, in tempi relativamente rapidi, dall’onda di segno opposto che precede la saccatura successiva, nel disegno ancora in pieno atlantico. C’è da considerare che quest’ultima potrebbe, ma c’è ancora molto da verificare in proposito, presentarsi con la medesima connotazione ciclonica della precedente, ma anche rappresentare un’onda di chiusura in virtù di una rimonta anticiclonica di blocco ad ovest in grado di fermare la lunga fase atlantica che ci interessa da parecchio tempo. Detto di un contesto generale in cui il transito delle saccature o dei sistemi depressionari indicati, per la natura descritta di un quadro con onde di una certa ampiezza, potrebbe, oltre a determinare fasi di tempo variabile/perturbato, determinare temporanee sbuffate di aria più fredda, la possibilità che, effettivamente ed intorno a fine seconda decade, si possa avere una chiusura, rientra nel disegno di alcuni modelli ma costituisce anche solo, ed ancora, una possibilità. E costituisce ancora solo una possibilità da associare ad evoluzioni ulteriormente assai incerte, tra quelle che vedono una ingerenza anticiclonica da promontorio mediterraneo e quelle che vedono un disegno di tipo rex-blocking, con l’anticiclone più spostato ad occidente ad asse disposto da sud-ovest a nord-est, e con cut-off iberico. Ma stiamo parlando del lungo termine, e, pertanto, di qualcosa che andrà molto rivisto nei prossimi giorni…






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                        11 febbraio 2026...ancora atlantico, ma in un quadro di maggiore dinamismo meridiano...