L’evoluzione meteo concorre nella direzione della configurazione continentale già intravista ma, rispetto a quanto detto da forecast precedenti, opponendosi in maniera più energica all’atlantico e, di conseguenza, senza apprezzabili fasature ad ovest e senza mobilizzazione verso levante della depressione in oceano. In questo modo la saccatura retrograda dell’est ed il menzionato cut-off in atlantico sono destinati, probabilmente, a non interagire, in un contesto configurativo dinamico generale tutto spostato a favore di flussi o movimenti retrogradi. Uno dei passi a supporto di tale dinamica può essere costituito da un’alta pressione oceanica decisa a diventare protagonista ed a sostituire, sull’europa nord-occidentale, la molto temporanea struttura ad omega sul continente, con una espansione verso est o nord-est di tutto rispetto e con l’affermazione invadente di un forcing generale euro-atlantico dominante nord-est/sud-ovest. Il disegno, che si riferisce alla situazione prevista nell’immediato inizio di terza decade, denota il nuovo profilo che si è rapidamente affermato su quello di un promontorio a struttura meridiana disposto tra la saccatura dell’est e il cut-off oceanico, che privilegia l’azione dell’alta pressione atlantica, ed in cui le due figure depressionarie tendono a muovere o a guadagnare spazio in senso anti-zonale piuttosto che zonale rimanendo, nel contempo, separate o in opposizione di fase. La figura a sella disegnata dalle due azioni cicloniche, dall’anticiclone dinamico atlantico e da quello di matrice africana, identifica un quadro in cui prevale, tra le due azioni depressionarie, una separazione piuttosto che una fusione, con la depressione oceanica che tende ad indebolirsi defilandosi ulteriormente verso sud-ovest e con la figura depressionaria continentale che tende a guadagnare verso ovest o sud-ovest (vedi frecce grandi relative in sovrimpressione). Un contesto di questo tipo non può non essere favorevole al progredire di un flusso moderatamente più freddo di matrice orientale, caratterizzato anche da una certa instabilità, segnatamente sul centro-sud. Ecco che diventa possibile, a fine seconda decade e nel corso dei primi giorni di terza decade, una certa moderata frenata, quanto meno in termini di temperatura, della progressione della stagione, anche se tutta da verificare sul piano di grado od intensità. Ulteriormente da verificare, poi, l’ulteriore successiva evoluzione, dettata da un’alta pressione atlantica decisa a spingersi, tra atlantico ed europa occidentale, ancora più verso nord, e a definire, in questo modo, un contesto sempre favorevole a correnti sempre moderatamente fredde, stavolta, però, non orientali ed invece dirette dai mari del nord o dal nord-atlantico (vedi relativa feccia grande in sovrimpressione)...






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    17 marzo  2026...inizio primavera nel segno di correnti più fredde continentali piuttosto che miti oceaniche…