Leggere le carte dei modelli relative al futuro di fine decade fornisce speranze di un cambiamento, ma non in tutti i casi o con i modi chiari di un passaggio a correnti oceaniche. Inoltre le medesime carte confermano, mediamente ed almeno in parte, un cambiamento, ma lo fanno non in maniera evidente ed uniforme. Tra le migliori ultime emissioni, nel senso di un ingresso di correnti refrigeranti, c’è quella di ECMWF, che non segnala la transizione ad un quadro relativamente atlantico o zonale per come prospettato in precedenza, ma segnala, bensì, la transizione ad un quadro euro-oceanico altrettanto meridiano. Il che non significa, naturalmente, che non ci possa essere un break o tutta una fase nuova e di correnti più fresche, ma non tanto da ovest o nord-ovest quanto, invece, da nord e con una influenza delle stesse correnti settentrionali tendenzialmente marginale. Il disegno della situazione generale prevista intorno ai giorni 17/18 segna quanto detto, ed ovvero la sussistenza di un profilo anticiclonico esteso dal nord-africa sino al vicino oceano britannico, chiaro segno di un pattern assai meridiano con ampio promontorio e con una saccatura, ad oriente del medesimo, che tenta l’affondo verso meridione non senza difficoltà. Il progresso, rispetto alla situazione attuale indicata dalle linee rosse che, in termini di ramo sub-tropicale afro-mediterraneo, andrà ulteriormente intensificandosi, è comunque netto perché indica una rimonta anticiclonica dinamica più ad ovest la quale è tendenzialmente foriera di azioni depressionarie di matrice settentrionale sul continente. Tant’è che la conseguente saccatura scandinava, che è destinata a scivolare verso sud, potrebbe, ed il condizionale è d’obbligo, riuscire ad indebolire il muro del sub-tropicale, ed a inserire un benefico flusso nord-occidentale. Magari!! Al netto del suo effettivo realizzarsi, seppur con una influenza parziale della stessa figura, non sarebbe, in ogni caso e negli effetti, un cambiamento di poco conto. E questo anche se si considera il fatto che lo stesso affondo non sembra in grado, appunto, di affondare fino a chissà dove e sembra, invece, piuttosto destinato ad una evoluzione in cut-off ed in un ampio vortice in quota relativamente stazionario e disposto sull’europa centro-orientale o nord-orientale. Quanto basterebbe, però, vista la transizione da un regime in quota come quello attuale ad un quadro con tutti i massimi spostati verso occidente, per avere, almeno per qualche tempo, tutto un altro clima. Ma vedremo, perché è un momento in cui l’unica certezza relativa al futuro è quella del rinforzo del sub-tropicale afro-mediterraneo nel corso della settimana…






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                             13 luglio2026...il rompicapo del possibile cambiamento di fine decade…