In un contesto a rapida evoluzione il sub-tropicale, ramo atlantico, spinge un promontorio sul nord europa a generare un’area altopressoria scandinava e una ritornante fredda continentale. La retrogressione fredda, associabile ad un polo ben definito, si configura come promettente ma, in una configurazione di semi-fasatura con porta oceanica ben aperta, non potrà fare casa in mediterraneo e tenderà, piuttosto, a muovere verso occidente alle latitudini medie dell’europa. Il gioco delle parti è comunque tale da essere in grado di produrre una fase ben più fredda, soprattutto al nord, nonché di peggioramento, con la possibilità, ovvia, di precipitazioni nevose a bassa quota. Il peggioramento risulta dettato dalla interazione tra l’aria fredda che muove da levante e l’infiltrazione atlantica, capace di generare un’area ciclonica mediterranea, in rapido spostamento verso sud-est. Il disegno vuole descivere proprio l’evoluzione suddetta e segna la situazione prevista, in quota ed al suolo, intorno a metà settimana, mostrando la contrapposizione di fase tra la retrogressione fredda e l’aria umida e mite oceanica, nonché la relativa loro interazione. Il tutto presenta, però e come detto, nel contempo, i connotati della temporaneità, associabile al rapido ritorno successivo di un contesto occidentale duraturo, mite ad ondulazioni, e da elettroencefalogramma piatto per i freddisti…



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09 dicembre 2018...breve assaggio di inverno...