Pur se il fisiologico corso zonale sembra essersi liberato delle barriere afro-mediterranee continua a sussistere, per come già ampiamente indicato in precedenza, una sua predisposizione a collocarsi piuttosto in alto in latitudine e a risultare, per i nostri mari, un pò distante. Non che per avere tempo instabile o perturbato occorra che il fronte polare scenda fino alle nostre latitudini, ma appare evidente che non siamo ancora completamente fuori da schemi estivi. I progressi della stagione risultano, pertanto, assai lenti e graduali, anche se un minimo di progresso lo si vede. Ma se un minimo di progresso, indicato da un atlantico più intraprendente, lo si vede, non si possono negare, nel contempo, momenti e segnali che con franchi affondi di vere e proprie organizzate perturbazioni atlantiche c’entrano poco. Questa fase instabile da modeste infiltrazioni e da derivazioni del grande flusso in azione alle latitudini del centro-nord europeo culminerà, infatti, nel tentativo ulteriore e potenzialmente più incisivo di una saccatura, si in affondo sui mari ad ovest ma anche con le caratteristiche degli sganci di chiusura, tendenti a retrogressione e, semmai, anche a cut-off. Non sto dicendo che ci sarà sicuramente questa evoluzione verso la retrogressione ed il cut-off, ed anzi, forse non ci sarà o non si completerà del tutto. Rappresenta però una possibilità e, in ogni caso, in relazione all’atteggiamento generale dei flussi, il segno di un trend generale non così aperto all’occidente. Detto trend lo si può comprendere osservando il disegno della situazione prevista in quota ad inizio decade. Con il supporto delle frecce viola, rappresentative dei flussi dominanti, detto disegno appare chiaro nel descrivere quanto detto, ed ovvero lo schema di un atlantico che punta le latitudini medio alte e che, ostacolato da ingombranti presenze anticicloniche alle latitudini più basse, rispetto a dette latitudini più basse, non va oltre il risultato di spinte secondarie destinate a caratterizzarsi anche come circolazioni indipendenti. E’ bene tuttavia ammettere che qualcosa, come progresso verso un certo abbassamento del fronte polare, sembra muoversi ed è quel qualcosa che potrebbe produrre, appena eventualmente transitata la debole onda negativa descritta, un corso più o meno temporaneo di matrice occidentale o nord-occidentale, di certo non così perturbato ma, nel contempo, neanche così anticiclonico. Una evoluzione questa palesata proprio dal destino dell’affondo di inizio decade, inizialmente e per come detto con l’atteggiamento delle circolazioni che tendono a tagliarsi dal grande flusso occidentale, ma poi, forse e proprio per gli effetti di una subentrante spinta nord-atlantica di un certo peso, da questa riagganciata e forzata a muovere verso levante…






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18 settembre 2021...tra nord-atlantico e resistenze sub-tropicali...