
DIARIO ESCURSIONI 2026
3 GENNAIO 2026 -
ANELLO DELLA TABACCAIA DI MONTEFOSCOLI
L’incertezza del meteo ha voluto dire la sua fino al
venerdì sera, comunque data la bassa percentuale di probabilità di pioggia, ci
ha fatto optare per effettuare
questa comoda uscita sulle nostre colline.
All’ incrocio della Tabaccaia ci sono molte auto, per cui ci impegniamo non poco
a trovare posto per parcheggiare. La giornata è decisamente accettabile e siamo
in tanti, circa 30 partecipanti. Saliamo lungo la sterrata che ci porta su di
una sorta di largo crinale, dove lasciamo sulla destra la sterrata che porta a
Montefoscoli. Procediamo verso la zona del Podere Trieste, oggi poco più di un
rudere posto in una zona panoramica contornato da vigneti. Circa trent’anni fa
questa zona versava in stato di abbandono o quasi, oggi presenta invece segni di
concreto recupero agreste. Scendiamo verso il piano su terreno erboso andando a
intercettare per un breve tratto la strada asfaltata per Montefoscoli. Poco dopo
iniziamo la leggera salita sulla sterrata che piano piano prende la costa
collinare dalla quale si intravede Palaia. Poco più avanti, in un vigneto,
troviamo una curiosa “rotonda” di alberi che dovrebbe circondare una costruzione
(così si evince da Wikiloc), ma la rotonda è protetta da una recinzione che
preclude l’accesso e la nostra curiosità rimarrà insoddisfatta. Arriviamo al
Tempio di Minerva Medica in anticipo rispetto all’appuntamento fissato con
Sheila e Federico, per cui decidiamo di raggiungere Montefoscoli per una visita
del borgo e poter pranzare. Tornati al Tempio, incontriamo Sheila e Federico che
ci aprono la struttura. La visita è interessantissima, così come la spiegazione
che ci viene offerta. Usciti
soddisfatti, riprendiamo il percorso verso il borgo. Per completare la parte
“culturale” del trekking approfittiamo per una visita al Museo della Civiltà
Contadina. E’ chiuso ma rintracciamo Riccardo, volontario che cortesemente ci
viene ad aprire. Il museo è ubicato in un vecchio fabbricato e occupa circa 250
mq. Al suo interno, in vari ambienti, sono contenuti vecchi strumenti agricoli.
È stato un salto nel passato, in un tempo in cui il lavoro agricolo era
sfruttato e molto faticoso. Abbiamo potuto vedere come veniva effettuata la
frangitura, la vendemmia, la raccolta del grano ecc. Dopo 1 ora circa di visita
riprendiamo il nostro tracciato entrando in un tratto boscoso. Un’ultima vigna,
precede un breve tratto in discesa dove andiamo a chiudere l’anello in
corrispondenza dell’incrocio per la Tabaccaia. Ultimo tratto di discesa ed
arriviamo alle auto concludendo questa piacevole uscita.
FOTO percorso:
https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/anello-della-tabaccaia-di-montefoscoli-245108737
video: https://youtu.be/QXI-Lho-HHA
FOTO percor
Questo trekking era previsto l'8 di febbraio, ma rinviato per le incertezze del
meteo. Oggi la giornata si presenta ottima a seguito di un sabato piovoso.
Soffia un piacevole venticello di tramontana, la visibilità è ottima. Siamo in
22 e ci ritroviamo in località Zambra, nei pressi di Vico d'Elsa. Il giro era
previsto in senso orario ma lo abbiamo invertito perché di pomeriggio la pieve
di Sant'Appiano sarebbe sta chiusa e quindi non visitabile. Iniziamo perciò il
percorso affrontando un lunga salita lungo la strada di Poppiano e in circa 1,5
ore arriviamo alla Pieve. Essa è dedicata al santo cui si attribuisce
l'evangelizzazione della Valdelsa. E' molto antica, prima dell'anno Mille. Qui
si conserva la lapide della sepoltura di Gherarduccio Gherardini morto nel 1331,
testimonianza del legame storico della famiglia con questa zona.
Il percorso prosegue sul crinale delle colline in mezzo a olivi e vigneti. A
tratti siamo sferzati da un vento da est, fresco ma non troppo. Grandi panorami
a 360 gradi. Per l'ora di
pranzo arriviamo a Pastine dove, su un muretto e con un tiepido sole, consumiamo
il nostro pranzo al sacco. Continuiamo su strada asfaltata arrivando alla
grande villa Torrigiani, normalmente interdetta alle visite ma qui abbiamo un
colpo di fortuna. Mentre sostiamo davanti al cancello arriva la "casiera" che ci
consente di fare un giro all'interno del parco e della imponente villa. Il
nostro trekking si conclude con una breve visita di Vico d'Elsa e una
successiva al Giardino Sottovico,
famoso per la sua ricca collezione di piante grasse, aromatiche e rose. Un
grazie a Giovanni Corrieri che ci ha, come sempre, illustrato i vari aspetti
storici dei luoghi visitati.
FOTO percorso: https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/anello-zambra-vico-delsa-santappiano-zambra-249167610
22 FEBBRAIO 2026 - LA VIA DELL'ACQUA E I LAVATOI DI CASCIANA ALTA, SANT'ERMO
Finalmente il meteo si è deciso a darsi una calmata e un'anticipo di primavera
ci ha accompagnato in questo facile trekking. Ci ritroviamo nei pressi di
Casciana Alta e siamo piuttosto numerosi, 44 più 3 piccoli cani. Vi sono diverse
persone nuove. Siamo accompagnati dal Dr. Antonio Cambi, conoscitore della
storia e delle caratteristiche di questi antichi lavatoi come pure dei borghi
che attraversiamo. I lavatoi sono testimoni e custodi della vita di paese del
secolo scorso. In questa zona vi erano e vi sono tuttora sorgenti/polle di acqua
che fornivano tutte le famiglie del paese, prima che subentrasse il servizio
pubblico. Le massaie percorrevano centinaia di metri per andare a lavare i panni
con enormi ceste, in estate e in inverno. Il nostro percorso inizia dal paese di
Casciana Alta. Alla fine del paese una breve visita all'oratorio Madonna della
Cava, uno dei pochi edifici a pianta ottagonale presenti in Toscana. Proseguiamo
per Via lunga e arriviamo nella frazione di San Frediano, dove in passato vi
erano cave e qui troviamo un vecchio lavatoio.
Scendiamo a valle seguendo il corso del rio Ecina con resti di antichi mulini.
Giungiamo infine a Sant'Ermo dove Antonio ci ha mostrato, con un pannello da lui
composto, antica cartografia illustrante la "via dell'acqua" e il funzionamento
dei mulini. Abbiamo quindi percorso la "via degli artisti", con una parete
pannellata di dipinti di artisti locali. L'ora di pranzo si avvicinava e abbiamo
pensato di pranzare al Santuario della Madonna dei Monti, che si trova a breve
distanza. Ma prima una doverosa visita al lavatoio si Sant'Ermo, ben mantenuto e
con acqua che sgorga continuamente da una polla. Risaliamo sul sentiero
principale per arrivare infine alla "Madonna dei Monti", posta in eccezionale
posizione panoramica, con vista ampia dal mare, alle Apuane e all'Appennino. Qui
foto di rito, anche per la presenza di una panchina gigante rivolta a sud-ovest
con grande vista sulla vallata. Il giro si conclude praticamente a Ceppato, da
cui si gode un bellissimo panorama sulla Valdera, il Valdarno, e le montagne. Un
ringraziamento a Antonio per le preziose notizie che ci ha fornito. Percorsi
circa 10 km.
FOTO percorso:
https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/gli-antichi-lavatoi-di-casciana-alta-250848103
video del trekking:
https://www.facebook.com/share/v/14SMtM4Kkg1/
L'amico Piero ci aveva gentilmente segnalato che a breve ci sarebbe stata la grande festa delle camelie (dal 7 marzo per 3 fine settimana). Per evitare il grande affollamento nella piccola località di S. Andrea abbiamo scelto di anticipare il trekking anche per poter visitare il grande "camelieto" con tranquillità. E abbiamo fatto bene perché l'afflusso di persone era davvero limitato. Comunque ci ritroviamo a San Leonardo in Treponzio dove lasciamo le auto. I partecipanti stavolta sono davvero tanti, 49.. un record. La novità delle camelie e la buona giornata hanno favorito la partecipazione. Facciamo subito una breve visita alla piccola chiesa romanica del paese. Poi iniziamo la salita verso S. Andrea con arrivo alla torre di avvistamento. Troviamo sul percorso il vivaio Borrini e giungiamo infine nei pressi del camelieto attraversando l'antico ponticello sul torrente Visona. Qui 2 sorgenti di acqua potabile, ottima e fine, meta di numerose persone per il rifornimento. Siamo quindi al camelieto e qui decidiamo di lasciare libero ciascuno per la visita con ritrovo alle 13,30. Il "camellietum compitese" ospita oltre 1000 varietà di camelie. Si estende su una vasta superficie alle pendici del monte, in zona fresca e umida, ideale per tale tipo di piante. Siamo agli inizi della fioritura che possiamo ammirare con tutta tranquillità . Il pranzo viene consumato su panchine e tavoli predisposti all'uopo. All'ora stabilita iniziamo il ritorno per chiudere l'anello, passando da San Giusto e Massa Macinaia. Sul percorso di ritorno incontriamo anche il mulino Orsolini con la grande ruota motrice che a suo tempo girava con la forza dell'acqua. Per finire, ciliegina sulla torta, Piero ci ospita a casa sua per un caffè, buccellato, vino ecc.
FOTO percorso:
https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/anello-camelie-01-03-26-252964953
video: https://youtu.be/8mi7mq7Z5AU
22 MARZO 2026 - ANELLO DI IANO E EREMO DELLA PIETRINA
Trekking previsto per il 15 marzo, ma rinviato per il
brutto tempo. Giornata bellissima con temperatura fresca alla mattina e perfetta
durante la giornata. Al parcheggio di Iano siamo nuovamente in formazione da
pullman, infatti siamo in 43 con alcuni nuovi arrivi. Anche nel Marzo del 2003,
quando effettuammo
la prima uscita su questo tracciato eravamo più di 40 ma 23 anni di meno…,
tempus cele est. Saliamo verso il costone boscoso dove nelle vicinanze nasce il
Roglio, trovando ad un certo punto un tratto dove è avvenuto un recente taglio
di alberi che ci fa deviare leggermente il tracciato senza alterarne in sostanza
la direttrice. Usciti dal bosco nei pressi di Marrado, intercettiamo la strada
San Vivaldo - Il Castagno, percorrendone un breve tratto. Poco oltre il Podere
San Leonardo prendiamo a destra un sentiero in leggera discesa. Troviamo una
grande sughera che da vecchia patriarca sorveglia tutta l’area che la circonda.
In leggera discesa percorriamo la valle formata dal torrente Ragone che poco
oltre forma il lago Defizio con un barrage a stramazzo. Arriviamo al Santuario
della Pietrina, posta a cavaliere di un evidente monolite e dove al suo apice
sorgono i ruderi del vecchio castello. Questo è un luogo di pace da dove si ha
una bellissima prospettiva sulla Toscana sud-occidentale e sulle quinte di
colline che raggiungono il mare. Qui ci riposiamo e pranziamo notando che il
sole gioca a nascondino con nuvole a tratti scure e quasi minacciose. Dopo una
ripida discesa raggiungiamo il minuscolo agglomerato di Palagio dove troviamo
delle persone intente a fare una grigliata. Stemperato lo spavento nel vedere 43
potenziali commensali, il signore della grigliata ci scatta la foto di gruppo
contento nel sapere che eravamo “già mangiati”. Piccolo tratto d’asfalto fino
alla grande quercia che sorge al trivio di Casiccello dove svoltiamo a sinistra
per oltrepassare un piccolo agglomerato di coloniche adibite a ricezione
turistica. Discesa attraverso un tratturo fino alla strada Iano - Villamagna che
attraversiamo per raggiungere la traccia che porta alla sorgente sulfurea del
Palagio. Fortunatamente c’è poco fango, ma decidiamo comunque, dato che siamo in
tanti, di proseguire verso Iano percorrendo la strada, tra l’altro a basso
flusso veicolare. Tutto sommato è stato bene rimandare di una settimana perché
avremmo trovato molto fango. Bella giornata e solito grande gruppo.
FOTO traccia del percorso: https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/eremo-della-pietrina-246443403
6 APRILE 2026 - ANELLO DELLE COLLINE DI TERRICCIOLA
Una giornata splendida, veramente primaverile, ci ha accompagnato in questo bellissimo anello sulle colline prospicienti il sud di Terricciola. Anche oggi facciamo l'en-plein, siamo in 44 più 4 cani di taglia medio piccola. Arriviamo in paese un po' alla rinfusa, i parcheggi sono pochi e abbastanza pieni di auto. Comunque alla fine ci ritroviamo sulla piazza principale e da lì iniziamo il percorso. Saliamo subito sulla Via del Monte per poi scendere al santuario Madonna di Monterosso. Dopo un breve tratto di asfalto imbocchiamo il sentiero 455. Fatti un centinaio di metri ci aspettavamo di incontrare dei cani maremmani a guardia di un gregge, come era già accaduto in passato. Fortunatamente i cani stavolta non c'erano. Il sentiero prosegue in leggera salita in mezzo alle bellissime colline, verdi di grano con varie tonalità. Grande panorama su Chianni, Rivalto, Lajatico, Peccioli. L'aria si riscalda pian piano, un refolo di vento addolcisce i raggi del sole che iniziano ad essere sempre più caldi. All'ora di pranzo arriviamo alla fattoria Pieve de' Pitti, posta su una collina panoramica. Evitiamo di accamparci nel giardino della fattoria per rispetto della proprietà e degli ospiti che troviamo lì e scendiamo un pochino in una bella oliveta. Il proprietario molto gentilmente ci offre un campione di vini di sua produzione che gustiamo molto volentieri. Terminato il pranzo scendiamo a valle per poi risalire in direzione di Terricciola. Avevamo qualche perplessità sulla fattibilità del sentiero; invece è ben percorribile e corrisponde pienamente alla nostra traccia GPS. Una lunga salita sotto il sole ci porta infine al paese, dove ci gustiamo bibite varie per rinfrancarci della fatica. Un trekking semplice ma bello e soprattutto con un meteo molto favorevole. Percorsi circa 13,5 km.
FOTO traccia percorso: https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/anello-delle-colline-di-terricciola-sent-455-256698733
25 APRILE 2026 - ANELLO
PANORAMICO SULLE COLLINE DI CASTELFIORENTINO
Con la bellissima giornata che ci ha assistito abbiamo progettato questo trekking ad anello di circa 15 km. sulle colline ad ovest di Castelfiorentino. Ci ritroviamo al parcheggio prospiciente alla Lidl, siamo in 28. Iniziamo subito a salire dolcemente verso le colline; un venticello fresco ci accompagna anche se il sole splende in un cielo sgombro di qualsiasi nuvola. Dopo poco incontriamo i soliti cani maremmani, posti a guardia di un gregge, che abbaiano in continuazione e addirittura ci seguono per un buon tratto svolgendo egregiamente il loro lavoro. Rimaniamo in quota per un po' per poi discendere a valle poco prima del podere "Maremmana primo" che raggiungiamo dopo una ripida salita. Siamo quasi giunti al punto più a sud del nostro percorso e ci immettiamo nel tratto della Via Francigena che da San Miniato conduce a Gambassi. Incontriamo numerosi pellegrini di varie nazionalità che stanno percorrendo questa tappa per poi giungere, alla fine, a Roma. Una piccola deviazione, ma ripidissima, ci porta alla grande panchina panoramica posta su un colle da cui si gode un immenso panorama. Superato il podere "Maremmana seconda" incontriamo l'amico Giovanni Corrieri che ci era venuto incontro per accompagnarci per un tratto. Dal podere Cerminignoli il tracciato si snoda tra campi di grano, olivete, piccole macchie di bosco, fiori, erba mossa dal vento.. Arriviamo in località Castellare, che prende il nome da un antico castello e qui consumiamo il pranzo. Siamo ormai giunti quasi alla fine del percorso collinare, infatti scendiamo gradualmente verso la pianura costeggiando la loc. Brotalupi. Una nota: troviamo un agnellino nato da poco che evidentemente si era troppo allontanato dalla madre e belava come un bambino; poi è stato recuperato dalla mamma. Proseguiamo verso nord fino al borgo di Casanuova e giungiamo alla rotatoria sulla SR 429. La attraversiamo con attenzione a causa del traffico, dopodiché, dopo aver attraversato con un ponte il Canale Scolmatore, ci immettiamo su sentiero erboso con l'Elsa alla nostra sinistra. Stiamo tornando verso il parcheggio in direzione sud. Il tratto è molto esposto, manca ombra ma per fortuna non manca il vento che addolcisce un po' la percezione del caldo. Nel complesso un bel percorso.
FOTO traccia percorso: https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/anello-panoramico-di-castelfiorentino-254486244 video: https://www.youtube.com/watch?v=Reh44eKKCZs
9 MAGIO 2026 -
FIRENZE, LE ASCOSE RIVE DELL'ARNO
Siamo tornati a Firenze
per un trekking urbano nei quartieri di Santa Maria Novella e Santo Spirito al
di qua e al di là dell’Arno, del resto questa città è una miniera di cose belle,
di scrigni da aprire e di luoghi da scoprire. Partiamo dalla stazione di
Pontedera con il treno prefissato, siamo un gruppo di 30 persone e la giornata è
radiosa. Iniziamo il percorso verso la piazza di Santa Maria Novella andando a
conoscere gli obelischi del “palio dei cocchi” e le tartarughine di bronzo che
sostengono questi. Entriamo di seguito in chiesa, passando dal Chiostro degli
Avelli iniziando una visita che non può essere descritta ma che va sicuramente
vissuta per vedere la bellezza pura di un’epoca fantastica e assaporarne le
emozioni. Giotto, Botticelli, Brunelleschi, Masaccio, Pontormo e altri artisti
sono ancora qui e rendono magnificenza ad ogni nostro passo. Le numerose
cappelle, spettacolare il Cappellone degli spagnoli, i chiostri con i cipressi
secolari, il refettorio, sono un compendio di armonia dove il tempo diventa
ininfluente e la mente si rilassa e sogna. Usciti da questa dimensione
procediamo velocemente per San Paolino raggiungendo la Casa Liberty
dell’architetto Michelazzi, unica nel suo genere nella Firenze rinascimentale.
Alcuni lavori di ristrutturazione ci limitano la vista ma il senso e la
stravaganza delle linee ce la fanno capire. Di fianco c’è la chiesa di
Ognissanti ed entrandovi siamo accolti da un’altro scenario unico con un soffitto
dove i disegni prospettici ci illudono le dimensioni. Nel transetto sinistro lo
splendido crocifisso ligneo tempera-oro di Giotto, nel transetto di destra le
tombe di Sandro Botticelli, di Amerigo Vespucci, di Carolina Bonaparte e
Simonetta Cattaneo Vespucci vera musa ispiratrice del Botticelli per i suoi
quadri più importanti. Usciti da Ognissanti proseguiamo verso Palazzo Strozzi
che attraversiamo scoprendo la nuova installazione posta nel cortile fatta
semplicemente di acqua e steli. Siamo al Cinema Odeon, di giorno libreria al
piano terra e la galleria luogo di incontri, di riposo e di lettura con accesso
completamente libero, la sera poi torna ad essere cinema. È l’ora di pranzo e
pranziamo alla mensa delle PT in un bell’ambiente con tutti i servizi e con un
self-service di ottima qualità a prezzi veramente calmierati. Dopo ci siamo
diretti verso il “porcellino” per un tocco di fortuna e qualche foto.
Percorriamo Via delle Terme, il nocciolo medioevale della città, attraversando
come un ordito tutti i Chiassi arrivando alla Piazza del Limbo dove troviamo
aperta la chiesa dei Santi Apostoli. Una delle più antiche e scarne della città
con l’impiantito grezzo, le colonne scure ed una luce quasi sopita che tocca ed
elabora suggestioni. Ci tuffiamo
in Via Por Santa Maria e nuotiamo nella folla di turisti per oltrepassare Ponte
Vecchio ed una volta raggiunto percorriamo Borgo San Jacopo. Arrivati al ponte
di Santa Trinita facciamo un ice-stop alla gelateria Venchi. Il lungarno
Guicciardini e Soderini ci portano alla discesa verso la Pescaia di Santa Rosa
che in breve raggiungiamo e dove troviamo alcuni pescatori e delle ragazze che
prendono il sole. Risaliamo dalla base la pescaia raggiungendo il culmine
arrivando fino a dove l’acqua dell’Arno stramazza a valle. Bella vista sulla
chiesa di Ognissanti. Intanto si formano nubi minacciose e l’aria è calda come
se si stesse per preparare un temporale. Ci dirigiamo verso la stazione, ma
abbiamo un ultimo obiettivo, l’ Oratorio dei Vanchetoni. Siamo accolti dagli
addetti della confraternita che molto gentilmente ci danno una spiegazione su
dove ci troviamo, chi sono i Vanchetoni e ci illustrano tutti i loro ambienti e
la storia dalla congregazione. Ci sono quadri e affreschi,
un grande altare, spalti in legno ed armadi minuziosamente intarsiati. Lasciata
una nostra offerta
salutiamo i nostri interlocutori e ci avviamo verso SMN per il treno di ritorno.
Gran bella giornata, luoghi unici dal gradevole sapore mistico. (P.M.)
23 MAGGIO 2026 -
ANELLO DELLA SAMBUCA GARFAGNINA
Una
Domenica preannunciata come la prima prova di sole estivo con temperature calde
e cielo limpido…, e così è stato.
Ci
ritroviamo alla piccola e curatissima stazione FS di Villetta di San Romano in
23 escursionisti, dimensione ideale per ogni uscita. Ci incamminiamo subito
verso il grande ponte di Villetta che è in muratura ed è il più grande d’Europa.
Un cartello con il segno VV (Via Vandelli) indica un sentiero che non è altro
che la rampa d’accesso alle rotaie e l’inizio del ponte. Siamo sopra e ci
dipaniamo lungo il piccolo marciapiede che costeggia le rotaie. Nel tratto
centrale a oltre 50 metri d’altezza il parapetto diventa ringhiera di ferro
aumentando in qualcuno il senso di vuoto. Sotto il Serchio, un mulino
ristrutturato e dall’altra parte la Chiesa di Sambuca arroccata su una guglia di
riolite. Approdiamo all’altra sponda della collina a pochi metri dalla galleria
di Poggio. In salita e sotto un sole che inizia ad incidere, arriviamo al nucleo
antico del borgo di Poggio costituito da case dalla bella architettura, una
fonte ed un vecchio impiantito di sassi di fiume. Prendiamo il sentiero della
Capriola passando per un fresco bosco punteggiato da fioriture colorate fino a
raggiungere il culmine del Belvedere. Grande vista sulla valle del Serchio e sul
ponte percorso in precedenza. Raggiunta l’area attrezzata della Capriola,
costituita da alcuni tavoli con panche e barbecue posti in una salutare e fresca
ombra, ci sistemiamo per la pausa pranzo. Dopo pranzo, veramente rinfrancati da
cotanto agio, scendiamo lungo un ampio sentiero, quasi tutto in ombra ed anche
se ripido, ci consente varie soste con assaggi di ciliegie qui abbondanti e
buone.
Raggiunto
nuovamente il ponte ci sistemiamo per il passaggio del treno che però, data una
mia errata lettura degli appunti che mi ero preparato e che lo davano
proveniente da Lucca, ci ha quasi sorpreso arrivando alle nostre spalle da Aulla
uscendo con un bel rombo dalla galleria. Giro a 180 gradi di macchine
fotografiche e cellulari per immortalare il passaggio. Tornati sulla sponda di
Villetta, scendiamo con un sentiero verso il Serchio passando sotto il ponte
ferroviario, notando la potenza basale delle arcate e la curiosa prospettiva
offerta dalla costruzione sfumata dai rami degli alberi. Un sentiero fresco e
ombroso, con un paio di guadi ed un ponticello, ci portano al piccolo
agglomerato di Sambuca, preceduto da un grande lavatoio. Borgo curatissimo anche
nei particolari dove le centenarie strutture esaltano gli ottimi interventi
manutentivi. Saliamo all’ arroccamento della Chiesa salendo le ultime roccette
che ne superano il tetto ed offrono la vista del ponte ferroviario attraversato
in precedenza. Fatta la foto di rito riprendiamo il tracciato di ritorno
attraversando pianori verdi e tratti di bosco dove troviamo una grande fonte.
Fatta una piccola e rinfrescante sosta proseguiamo raggiungendo in breve la
piccola stazione di Villetta concludendo il tracciato. Bella uscita, primo caldo
e solito gruppo perfettamente inquadrato. (P.M.)