DIARIO ESCURSIONI 2022


27 FEBBRAIO 2022 - LA SETTIMA TERRA (TRAMONTI) 

C'è una zona di litorale tra Riomaggiore e Portovenere poco conosciuto e di una bellezza che non ha uguali. E' Tramonti con le sue frazioni(Fossola, Monesteroli e Schiara), situate tra i monti scoscesi e il mare. Vigneti coltivati su terrazzamento, sorretti da muretti a secco e esposti al mare.

La ripresa della nostra attività di trekking (dopo lunghe interruzioni) è stata accompagnata da una bellissima e fredda giornata. Avevamo programmato di fare questa escursione anche in considerazione del tempo e del periodo (entrambi favorevoli). Siamo in 27 e ci ritroviamo a parcheggiare le auto in maniera un po' disordinata, vista anche la morfologia del terreno e della strada strettissima.  Partiamo quindi da Campiglia per sentiero 535 in direzione di Fossola. Tipico sentiero ligure, molto stretto e un po' accidentato. Siamo sorpresi dalla moltitudine di persone che oggi affollano questo percorso. Evidentemente la bella giornata e la fine delle restrizioni Covid ha invogliato ad uscire. In molti punti dobbiamo procedere a "corsie alterne" e fermarci per far passare altri escursionisti. Per fortuna siamo protetti dal vento che, invece, a Campiglia soffia fortissimo.  Giunti al bivio per Monesteroli si intravede la lunghissima scalinata (pare oltre 1000 scalini...). Decidiamo di proseguire fino a Fossola per dedicare un po' di tempo alla discesa verso Monesteroli al ritorno.  Giunti a Fossola, nella piccola piazzetta antistante una chiesetta, consumiamo un veloce pranzo, dopodiché facciamo ritorno verso Campiglia. Il tratto Casmpiglia-Fossola non è molto lungo, circa 4 km ma abbastanza impegnativo. Una parte del gruppo decide di affrontare la lunga scalinata, altri si incamminano verso il punto di partenza. Nel complesso una bella escursione, decisamente favoriua dalle condizioni meteo.

FOTO       video del percorso: https://www.relive.cc/view/vwq1BGGPZBv

6 MARZO 2022 - ANELLO DEL CISTERNINO (LIVORNO)

Approfittando della bella giornata (freddina ma asciutta) abbiamo ideato un percorso abbastanza tranquillo di circa 17 km. sulle colline a sud del Cisternino ed a est di Livorno. Siamo in 15. La partenza è avvenuta sotto gli imponenti archi dell'acquedotto leopoldino; dopo ci siamo immessi in una lunga e larga vallata al cui centro scorre, in tempi di pioggia, il Rio Valle Lunga. Alla fine della valle siamo entrati nella macchia e, con una costante ma non faticosa salita, siamo pervenuti al Poggio la Fontaccia m. 290, da cui si gode un grande panorama sulla piana di Livorno. Con ripida discesa nel bosco e quindi un largo stradello siamo arrivati all'Eremo della Sambuca, situato nella valle del torrente Ugione. La parte più antica risale al 1100 e nel 1390 vi si stabilirono i Frati Gesuati. Qui abbiamo effettuato la sosta pranzo, approfittando del bel sole e di alcuni tavolini. Da qui è anche iniziato il nostro ritorno. Fortunatamente avevamo la traccia GPS perché il bosco, pieno di sentieri non segnati e stradelli che si incrociavano, ci ha impegnato in alcuni punti in cui abbiamo dovuto cercare il sentiero e inoltrarci nella macchia, anche se per pochi metri. Insomma è una zona dove è davvero facile perdersi, se non avessimo avuto i nostri preziosi strumenti tecnologici...

FOTO       percorso (con Google Earth)

13 MARZO 2022  -  ANELLO DI CASTELFALFI

Approfittando del bel tempo, che ormai insiste da molto, forse troppo, abbiamo riproposto questo trekking che ben si presta visto il periodo. Queste colline sono sempre gradevoli, con panorami sconfinati verso il mare.  Partiamo dal borgo di Castelfalfi, siamo in 23, la mattina è un po' freddina ma ben presto l'aria si scalda e procediamo velocemente per stradello verso la vallata prospiciente il campo da golf. Arriviamo a Iano giusto all'ora di pranzo, che consumiamo sulle panchine della piazzetta del paese. Questi è pressoché deserto, i pochi esercizi commerciali o bar sono chiusi, evidentemente segno dei tempi che corrono.. Seguendo il tracciato ci dirigiamo in direzione di Vignale, antico borgo ormai abbandonato. Qui decidiamo di fare una piccola variante alla traccia che avevamo sul GPS ma, si sa, quando si cambia strada non si sa mai cosa si trova. In effetti ci siamo trovati un po' disorientati ma, come sempre, siamo usciti dall'incertezza seppur passando in alcuni tratti "fuori pista". Abbiamo quindi ritrovato la traccia originaria e ciò ha costituito un diversivo anche piacevole. Infine, lunga salita per raggiungere la strada asfaltata che, dopo circa 2 km., ci ha riportato al piazzale del parcheggio. Percorsi quasi 20 km. con circa 620 m. di dislivello totale.

percorso (visualizzabile con Google Earth)        video di Sergio:   https://youtu.be/-Z7F_ss7nCM

20 MARZO 2022 - LA SASSA E GOLAZZE APERTE

Bellissima giornata, con pochissimo vento ed un fresco mattutino volgente ad un piacevole tepore.    Arriviamo tutti insieme o quasi, al piccolo parcheggio dell’altrettanto piccolo cimitero della Sassa, che vediamo stagliarsi sopra di noi come un imprendibile bastione. Siamo in 38 e dopo i saluti di rito prendiamo il sentiero che con passaggio abbastanza ripido attraversa il roccioso costone che si affaccia sulla forra del Botro di Val Marina. Entriamo a La Sassa percorrendo le ordinate stradine avendo l’occasione di scambiare due chiacchiere con alcuni abitanti. Si intuisce la strategica posizione del borgo posto su uno sperone roccioso dal quale si domina un vasto panorama sulle Colline Metallifere, Volterra, Montecatini Val di Cecina e la Vitalba. Sul borgo svetta imperiosa la possente Torre Medicea ed intorno ad essa piccole abitazioni con ottimi decori e scorci paesaggistici verso la Val di Sterza. Usciamo dal borgo prendendo la salita su strada bianca che porta ai 619 metri di Poggio al Pruno. Salita moderata per niente faticosa che attraversa un fitto bosco dal quale ogni tanto si hanno scorci verso Le Cornate ed il Monte di Canneto. Arrivati nei pressi della vetta ci fermiamo al cancello chiuso che accede alla colonica (oggi agriturismo con piscina e panorama incomparabile) posta al culmine dei 619 metri. Piccola sosta per bere e mangiare qualcosa. Nel contempo l’amico Andrea, con bella voce da attore professionista, ci narra la storia tra leggenda e realtà, dell’apostolo Pietro e dell’incontro con il Signore avvenuto, come sostengono gli abitanti di La Sassa, nei pressi del Botro dei Canonici dove esisteva un monastero e dove, a testimonianza dell’evento sono rimaste sulla roccia due impronte di piede lasciate da Gesù.  Ripartiamo in discesa fino ad un grande imposto, dove prendiamo un sentiero largo e comodo che in falsopiano ci porta al Passo delle Golazze aperte. Con una breve salita arriviamo alle rocce delle Golazze aperte e qui ci accomodiamo come a teatro per mangiare e godersi il bellissimo panorama e il tepore del sole. Anche se la foschia attenua la vista è veramente un belvedere dal Monte Calvi a Populonia, da Bolgheri ed il suo viale, dalla costa degli etruschi fino a bocca di Cecina. Intanto delle nuvole e sbuffi di tramontana rendono il clima meno piacevole e quindi decidiamo di partire. Al Passo delle Golazze facciamo la foto di rito e prendiamo il sentiero della Via Cava. Capiamo poi avanti perché il sentiero si chiami così, infatti un tratto si svolge dentro alti muraglioni di terra ed in piccolo questo tobòga ricorda le Vie Cave della Tuscia.     Chiudiamo l’anello nei pressi del circolino di La Sassa tra caffè, birra e frizzantino bianco. Ancora un chilometro e siamo nuovamente al piccolo cimitero dove avevamo posteggiato le auto.  Km 12,6.  Bel percorso, ottima compagnia. (P.M.)

FOTO      percorso  (con Google Earth)

27  MARZO 2022  -  IL GRANDE ANELLO DI ORENTANO

Una giornata di incipiente primavera ci ha accompagnato in questo trekking di circa 20 km. Questo percorso è stato recentemente inaugurato con nuova cartellonistica a cura del Centro Commerciale Naturale delle frazioni di Castelfranco di Sotto. Siamo in 22 e, lasciate le auto presso la chiesa parrocchiale, ci incamminiamo tra campi e boschi, seguendo la traccia che il suddetto CCN ci aveva fornito. Si toccano le frazioni di Villa Campanile, Galleno, Corte Nardi e la Fonte del Sasso, che purtroppo fonte non è in quanto alimentata da un laghetto sovrastante, anch'esso a corto di acqua.  Durante il tragitto abbiamo anche percorso un tratto della Via Francigena e incontrato maneggi con numerosi cavalli. La mattina è iniziata con cielo coperto ma, nel pomeriggio, si è fatto avanti il sole che ha alimentato le temperature: si sono toccati i 25°.

FOTO      percorso          video di Sergio:  https://youtu.be/Jrh0Vicqrr8

traccia: https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/grande-anello-di-orentano-97795224

15 MAGGIO 2022 -  ANELLO DEL CASTELLO DI SAMMEZZANO

Raggiunta la località di Leccio, che si trova tra Incisa e Rignano, parcheggiamo le auto presso The Mall precisamente tra lo store di Prada e quello di Moncler. Siamo in 15 ed è bastato attraversare la strada per immergersi in un altro mondo, infatti un vialino ombroso e contornato da alberi ci ha riportati in una dimensione gradevole, fresca e silente. Incontriamo le prime sequoie piantate nella seconda metà dell’800 dal Marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes, quasi tutte numerate in forma progressiva a crescere man mano che si sale. Il parco è molto bello, è uno dei più grandi della Toscana (65 ettari) e le circa 300 sequoie in 150 anni di vita sono cresciute bene grazie ad un clima umido e a un sottosuolo ricco. La leggera salita, il verde variegato, le grandi sequoie ed un silenzio rotto solo dal canto degli uccelli, rendono il percorso veramente piacevole. Poco sotto il castello troviamo la grotta chiamata di Venere comunicante con un’altra uscita dalla quale filtra un rivolo d’acqua.   Superato il Casino Cinese ed il Casino di Caccia (oggi ridotti maluccio) arriviamo al pianoro antistante il castello preceduto da grandiosi cedri del Libano. La vista del castello di Sammezzano è notevole, arricchita da alcune fioriture e, nonostante la rete che ne delimita l’accesso, lo scenario è veramente bello. Avvicinandosi alla porta di entrata risaltano i particolari e la cura posta nei fregi così come la ricercata armonia delle geometrie. Sappiamo che gli interni sono qualcosa di magnifico e riponiamo nel futuro la speranza di poterli vedere. Proseguiamo il percorso scendendo verso la piccola valle del Torrente Marnia che superiamo con un vecchio ponte e la risaliamo fino oltre Casa Terpini. Guadato il torrente troviamo un’area idonea alla sosta e ne approfittiamo per consumare il pranzo. Ripreso il percorso in leggera salita, troviamo un po' di difficoltà ad individuare il sentiero nella fitta vegetazione ma alla fine usciamo dal “fitto” in vista dei primi poderi. Qui intanto il caldo si fa sentire e nonostante la bella campagna (con grande fioritura di acacia) non vediamo l’ora di rientrare sotto la volta verde del bosco. Superiamo il Podere La Fabbrica ed il Podere Valilunga ed arrivati nelle vicinanze del Podere Carraia ci rituffiamo nell’ombra ritemprante del bosco.     Sempre in leggera discesa superiamo alcuni bivi e raggiungiamo la zona delle sequoie poste a sud del Castello di Sammezzano. Qui incrociamo la sequoia 180 che non è altro che la Sequoia Gigante Gemella Sempervirens che con i suoi 54 metri di altezza è la sequoia più alta d’Italia. Superato il bivio di Quartaio, altro piccolo segmento di bosco con albero di traverso nel sentiero, prima di riuscire dal bosco proprio davanti al nostro parcheggio, adesso completo per gli avventori che affollano il centro commerciale The Mall. Percorsi ca. 12 km.

FOTO      percorso

2 GIUGNO 2022   -   LA COSTA DELLA PIZZORNA

Una bella giornata, calda e tutto sommato non eccessivamente umida, ci accoglie sull’altopiano delle Pizzorne che raggiungiamo in ordine sparso, chi da Villa Basilica, chi da Matraia.  Era stato individuato il parcheggio in Via del Rifugio che troviamo dopo un paio di giri di ricognizione. Parcheggi con strisce blu con pedaggio da prepagare….., troppo difficile. Optiamo per un’altra soluzione e ci diamo l’appuntamento alla Chiesetta del S.S. Crocifisso. Siamo in 15 e partiamo dalla bella fontanella posta tra la Chiesetta e l’Osteria. Risaliamo il bosco della Grotta di Barbanera ma siamo costretti poco dopo a scendere verso la stradina parallela in quanto il sentiero si perde nel fitto e non c’è molta voglia di trasformarsi in cinghialotti. Costante e leggera salita fin sotto la vetta del Pietra Petrusa dove sorge un’altissima antenna costellata da decine di parabole.   Il sentiero, adesso tutto in piano, si sviluppa all’interno di un fittissimo bosco formato da castagni, faggi e pini neri. Cerchiamo le tracce del Dolmen del Pietra Pertusa antico di 3000 ma non troviamo nulla in merito se non una strana costruzione in legno a forma di T elaborata sui contorni. Il sentiero ha numerosi bivi e con i segnali che vanno e che vengono rendendo la “traccia” sui cellulari una variante labile. La cartina diventa uno strumento importante e i ricordi e i “dejavu” ci fanno riassaporare come si operava 20/30 anni fa. Arriviamo al Colle del Mandrione, dove si trova il ripido pratone di lancio per deltaplano e parapendio. Vastissimo il panorama ed anche se la foschia sfuma le linee si distinguono le Metallifere, le colline livornesi la costa pisana fino alle Apuane meridionali. Il vento ancora non sale perché il sole ancora non scalda a sufficienza. Decidiamo di proseguire alla volta del Monte Crocifisso. Ripidissima discesa verso la Foce dell’Aquila e salita verso i ruderi di Casa Giusti.
Proprio davanti ai ruderi spicca il bellissimo Faggio dell’Aquila, immenso albero con 4/5 tronchi gemelli ed un radicamento spettacolare che sembra strisciare sul prato. Dato che il Monte Gromigno presenta un risalto colmo di pini neri con un sottobosco un po' sporco decidiamo di pranzare al Faggio dell’Aquila. L’ombra della sua chioma offre un clima invidiabile, inoltre Sauro trova anche tre porcini. Ripartiti con l’intento di tornare al Colle del Mandrione per vedere se nell’ora più calda il vento di risalita avesse fatto da richiamo per qualche sportivo dell’aria. Onde evitare la ripida salita che sale dalla Foce percorriamo un altro sentiero, un po' più lungo, ma ombreggiato tornando al campo di lancio. Siamo fortunati, troviamo 6 o 7 sportivi
  che si preparano al lancio. Passiamo un’altra oretta assistendo ai vari lanci, applaudendone qualcuno e stare in pieno sole non è affatto spiacevole grazie alla brezza che sale dalla pianura. Ritorniamo verso le auto percorrendo lo stradello sul versante nordorientale del Pietra Pertusa abbastanza ombreggiato. Arriviamo nei pressi della Chiesetta da dove abbiamo iniziato il percorso e troviamo uno scenario nettamente diverso dal mattino. Tantissime auto, gente ovunque, tavolini, persone distese che dormono, che leggono e che prendono il sole. Ci concediamo una pausa all’Osteria, anche se oggi ce ne siamo concesse abbastanza, per caffè, gelati, dolci, fare due chiacchiere per poi rientrare verso casa (P.M.)
 

FOTO        video del parapendio      percorso:  https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/costa-della-pizzorna-103305501

19 GIUGNO 2022 -  LA VIA DELLE ERBE E DEI FIORI

Persiste questo caldo africano, un po' eccessivo, ma oggi fortunatamente un venticello da est al mattino e un maestrale pomeridiano ci hanno accompagnato in questo interessante trekking, evitandoci una eccessiva sudorazione. Siamo in 18; lasciamo le auto presso La Brilla, un antico opificio per la lavorazione del riso. Ci incamminiamo in direzione dalla Villa Ginori Lisci lungo un canale dove alcuni pescatori cercavano di catturare carpe o altri pesci di lago. Come preventivato visitiamo il giardino della villa accompagnati dalla signora Donatella. La villa è un mix di arte e cultura che non ha eguali in Versilia; il parco si affaccia sul lago di Massaciuccoli. Qui Giacomo Puccini era solito fare visita al marchese Ginori e qui trovava anche ispirazione per le sue opere. Terminata la visita torniamo a La Brilla e, attraverso canali e sentieri, arriviamo finalmente alla piantagione dei fiori di loto. Inutile raccontare lo spettacolo che ci      accoglie oltrepassata la stazione di Massarosa: un immenso campo acquatico con migliaia di fiori di loto che in questo periodo raggiungono il punto di maggiore fioritura. E'opportuno visitare la piantagione entro le ore 15 perché il fiore si richiude per riaprirsi la mattina dopo. Ovviamente qui perdiamo un po' di tempo per le foto... è l'ora del pranzo e poco distante c'è un laghetto con un bel prato nel quale possiamo consumare il nostro pranzo. Un piccolo bar ci offre l'opportunità di bere un po' di bibite. Il sole batte forte ma dobbiamo ripartire. Oltrepassiamo il campo sportivo di Massarosa e, dopo aver trovato una provvidenziale fontanella che ci permette di rinfrescarci ed aver costeggiato un bel campo di lavanda, proseguiamo verso il Giardino di Manipura, un'azienda agricola che si è riciclata coltivando prodotti biologici, producendo un'ottima birra e offrendo un interessate percorso didattico, oltre a un piccolo museo di antichi strumenti agricoli. Qui si sta molto bene, siamo all'ombra e ci sono piccole bancarelle con prodotti tipici. Il tempo è tiranno, dobbiamo ripartire e, sotto un sole cocente ma alleviato da un venticello, torniamo verso il punto di partenza. Incontriamo il podere Lovolio, un luogo incantevole immerso nella natura; vi sono numerose piante di olivo con produzione di olio biologico. Poco dopo il podere incontriamo infine il tempietto buddista posizionato in mezzo a un piccolo laghetto. L'anello è così completato e torniamo alle auto. Percorsi circa 14 km.

FOTO   percorso:  https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/via-delle-erbe-e-dei-fiori-di-loto-rt-2022-104779141
video di Sergio:  https://youtu.be/nsSWDULqBYU